Corporate Blog
Chiunque abbia una minima conoscenza di internet, o un po’ di confidenza con questo blog, sarà certamente a conoscenza dell’incredibile fortuna che sta vivendo lo strumento di comunicazione “blog”.
Il web-log, più semplicemente blog, si è affermato dapprima fra gli utenti di internet, quale mezzo per comunicare, relazionare e vivere sulla rete. In una seconda fase, quello che inizialmente era solo un raccontarsi sul web o una valvola di sfogo dalla vita reale, è diventato uno modo per esprimere la propria opinione.
Chi ci legge da tempo, avrà già una buona conoscenza del fenomeno che ha portato il blog ad essere un mezzo di informazione, alcune volte anche più credibile dei classici (ed ora obsoleti) siti brochures. Morale della favola, oggi molte aziende più o meno note, più o meno grandi, si stanno dotando di un corporate blog.
A che pro?
Se la blogosfera (quindi gli utenti, tramite il propio personal blog o tramite i commenti su blog di altri) parla di te, è meglio che tu risponda e che tu lo faccia prima possibile (ricordate quell’azienda di lucchetti che immise un lucchetto difettoso sul mercato ed un blog ne denunciò la scarsa sicurezza? Bè, perse migliaia di dollari ed oggi, guarda caso, ha un blog).
Questo piccolo riepilogo per introdurre una grande scelta fatta dal Corriere della sera: da qualche settimana il sito, del famoso quotidiano, ha ben 3 blog.
Le motivazioni del Corriere della Sera sono leggermente diverse da quelle viste sopra. In questo caso il quotidiano ha deciso di ampliare il servizio offerto agli utenti e di proporre una forma di giornalismo meno convenzionale e più innovativa. Sicuramente gli articoli commentabili e promossi attraverso un blog, sono più in linea con il mondo di internet e conferiscono un volto più umano e al Corriere della Sera e ai suoi giornalisti.
I blog aperti dal Corriere della Sera sono La Nostra Cina gestito da Fabio Cavalera, Mediablog curato da l direttore Marco Pratellesi e Americas seguito da Rocco Cotroneo.
Questa scelta dal punto di vista tecnico e vista con gli occhi di chi lavora sul web, appare in linea con la tendenza di molti quotidiani online di allinearsi agli standard richiesti dai motori di ricerca. Ad esempio, la recente ristrutturazione SEO del sito de La Repubblica, presenta URL ai limiti della sovraottimizzazione, ma ha portato buoni frutti (un esempio qualsiasi: il primo risultato su Google con la query “delitto riccione“). Strana la decisione di non pubblicizzare i blog sul sito principale del quotidiano, a parte Mediablog.
In Italia ci siamo arrivati con qualche mese di ritardo, forse perchè si è dovuta vincere la paura di “metterci la faccia”, ma del resto, la credibilità è la prima cosa cui un’azienda deve guardare. Proprio per questo il corporate blog è da affidare, almeno in fase di start-up, ad un team di professionisti.
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