Marzo 14th, 2007

Wikipedia pensa ad un motore di ricerca “open source”

WikipediaWikipedia.org, per chi ancora non avesse avuto modo di conoscerla è l’enciclopedia universale del web scritta dagli stessi utenti. Wikipedia è anche una comunità “unita dal desiderio di espandere la conoscenza e di fornirla gratuitamente”.

L’accrescimento dell’ importanza di Wikipedia su internet è una costante degli ultimi anni. La popolarità dell’ Enciclopedia del Web è proporzionale alla nobiltà del progetto ed al volume di voci con cui Wiki (così è chiamata in modo familiare) è presente sulla rete. Anche i motori di ricerca si sono accorti da tempo di questa voluminosa presenza, tanto che Google presenta in serp, nei datacenter inglesi, una voce supplementare estratta da Wikipedia (esempio: cerchiamo su Google.com delle informazioni su Roma).

Qualche giorno fà è emerso che proprio questa caratteristica di apertura e di buona fede, su cui si fonda tutto il progetto Wiki, ha fatto si che Ryan Jordan potesse integrarsi all’interno del progetto con false credenziali. Il giovane 24enne, con alle spalle una carriera universitaria interrotta, si era affermato fra gli utenti più quotati, spacciandosi come docente universitario in Teologia. Il ragazzo era fregiato del titolo di “admin” con poteri speciali rispetto agli utenti semplici, ma la sua “carriera” è stata, fortunatamente, interrotta.

Nel momento in cui queste notizie sono divenute di pubblico dominio, si sono verificate voci, anche sui quotidiani nazionali, secondo cui da oggi Wikipedia verificherebbe le credenziali dei propri utenti, con la possibilità di effettuare qualche assunzione in futuro.

Tuttavia tali voci si sono rivelate infondate, a smentirle ci ha pensato Frieda Brioschi. Frieda (Ubifrieda per i “wikipediani”) è presidente di wikimedia.it e, da me interpellata, ha dichiarato che a Wikipedia “non abbiamo copywriter professionisti, non li assumimao e non verifichiamo le credenziali di nessuno”.

La cosa certa è che Jimmy Wales, il responsabile di Wiki, a Tokyo ha dichiarato di voler implementare un motore “open source”, che a sua detta punterà a conquistarsi il 5% del mercato dei motori di ricerca. Ma su questo non mancheremo di tenervi aggiornati.



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