Google aggiorna il suo algoritmo per cautelarsi dal “Googlebombs”

“Googlebombs” (o “linkbombs”): quell’atto intenzionale e meditato di portare una pagina web altrui al primo posto con una chiave fraudolenta, usando un massiccio numero di link dall’esterno, anche se questa pagina non corrisponde, come contenuti alla suddetta chiave. Il “Googlebombs” è stato spesso usato a scopi politici, gli esempi più clamorosi sono George Bush primo con la key “Miserable Failure”, Tony Blair primo con la ricerca “Liar” e diversi altri casi, ma in totale meno di un centinaio.
Ovviamente il “Googlebombs” va palesemente contro le Google guidelines, in altre parole contro la politica sulla qualità del motore di ricerca di Mountin View. Cercando di influenzare artificiosamente il posizionamento di un sito, sulle serp di Google, come più volte lo stesso motore di ricerca ha dichiarato, si compie un atto che va a produrre risultati falsati per l’utente.
Se in passato Google non scusava tali comportamenti, ma alla stessa maniera non poteva permettersi di correggere queste anomalie artificiali manualmente, oggi, con l’ultimo aggiornamento dell’algoritmo il motore sembrerebbe in grado di riconoscere una forzatura del genere. Alcuni risultati anomali, effetto del Googlebombs non sono già più visibili, ad esempio “miserable failure” non restituisce più il sito della Casa Bianca al primo posto.
La reazione naturale che Google ha davanti ad un problema è quella di cercare di risolvere l’anomalia in maniera automatizzata, in modo da migliorare la macchina e di renderla autosufficiente per le prossime occasioni in cui si troverà di fronte alla stessa situazione. E’ veramente difficile riuscire a capire la motivazione di un link, se è stato acquistato, se è un link spontaneo o se è effettivamente un Googlebombs; uno dei modi su cui si potrebbe basare lo spider potrebbe essere quello di dare meno rilevanza ad un link se non è pertinente al “topic” del sito su cui è ospitato. Maggiori informazioni sul Googlebombs sono reperibili su uno dei blog ufficiali di Google.
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